Giungla metropolitana
Dopo un weekend a spaccare legna in campagna, con la resina che impregna i profumi nelle tue narici e il testorone che ringrazia per questa riscoperta di virile lavoro, duro è il ritorno nella metropoli. Il sonno del boscaiolo è un sonno veramente ristoratore ed al risveglio non ritrovi quelle strane sensazioni di post-sbornia perenne: mente annebbiata, incapacità di pronunciare semplici locuzioni, difficoltà nella deambulazione. La mente è fresca, il corpo agile e scattante. Quasi non ti riconosci mentre al primo trillo di sveglia balzi giù dal letto e con agile passo ti appropinqui verso la cucina...e dico cucina perchè sai che anche la tua vescica oggi riuscirà a resistere fino alla messa in opera della caffettiera. Alle otto del mattino sei carburato come di solito sai essere solo verso le undici-undici e mezzo...di sera. Con questa energia, e forse con il cervello ancora convinto di dover andare per boschi a cercare nuovi tronchi d'albero da abbattere con poderosi colpi di accetta, monti a cavallo del tuo moderno destriero e ti avventuri sul sentiero che ti porta a lavoro. Ed è qui che vieni crudemente a contatto con la realtà metropolitana che per un attimo avevi dimenticato. Quanto aveva ragione la mamma di cappuccetto rosso...mai lasciare la strada nel bosco...ma io l'ho fatto. Per poter accedere ad un bancomat, prudentemente nascosto al viaggiatore ignaro, ho dovuto lasciare l'abituale percorrenza del viale per avventurarmi temerariamente nel...controviale! Il controviale la mattina è una selva. Non vi sono regole. Non vigono sentimenti. Non vi sono precedenze. Vige la legge del controviale...se legge può essere. Le piante ti dividono dalla luce ed in questa penombra irreale fiere metalliche ti aggrediscono balzando fuori dai loro moderni rifugi. Ecco uno scooterone apparire da dietro un bidone, un camion che investe la strada balzando fuori da un portone, l'agile fuoriserie converge veloce sulla tua traiettoria provenendo da un viottolo laterale. E poi eccolo, lo aspettavi. Il moderno gippone. Che incurante dei passanti fuoriesce tranquillamente dalla sua tana in mezzo agli alberi. Persino il tuo cervello, infervorato dal vano desio di un ligneo avversario da abbattere, si trova spiazzato da tanto furore e gioisce quando, grazie ad un'abile e spiazzante manovra, si ritrova infine la strada per il viale.
E tornammo infine a rimirar le stelle.
lunedì 8 novembre 2004
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14 commenti:
Quello che hai scritto mi ha fatta sorridere...così ti ho lasciato un segno del mio passaggio..
Buon inizio settimana..^__^
Mitico il controviale... non ero a conoscenza di questa realtà suburba!
Mi affascina, e penso che lo visiterò presto!
PIACEREBBE PURE A ME UN WEEK-END BUCOLICO....
....lascia STARE quei poveri alberelli, x carità....non puoi divertirti ad abbattere i piloni dell'illuminazione pubblica??? :OO
w i weekend bucolici...
ecco...magari mentre tu spacchi la legna io resto a letto...
pensavo ad un tappeto volante per risolvere una buona volta sto casino...dici che é possibile ordinarlo via internet...
io non l'ho ancora capita la regola del controviale....è per questo che mi tengo saldamente lontana dai pedali di qualsiasi veicolo a motore!
Si,è bello essere stupidamente felici! Ma lo vorrei essere anche "seriamente"....!!!
:D
come è andata oggi a lavoro?
ps:mai libri che consigli qui di lato che genere sono? cio-é il genere lo immagino anche siamo sicuri del consiglio?
ole!! ho riportato le prime modifiche al blog!!
no,mai!
Ah ah, mi hai caricato di un nuovo fantastico terrore, sàppilo ;-)
scusa...sto iniziando a mangiarmi le parole anche quando scrivo...in realtà la domanda si riferiva ai libri consigliati qui accanto: non ne ho letto neanche uno e volevo sapere se ne consigliavi uno in particolare...magari abbiamo gusti differenti...o magari no e scopro un nuovo mondo letterario sconosciuto.
Ma fai pure con comodo che giusto ieri ho iniziato un bel mattone che mi terrà buona per un po'...
Bacio mary
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