martedì 16 novembre 2004

Gestapo alive
Entro nell'atrio di Palazzo Grassi. Bello, immenso e rimango rapito, un po' come tutti, dalla mastodontica ricostruzione tridimensionale del "sogno provocato dal volo di un'ape intorno a un melograno". Le ciclopiche forme delle due tigri, l'imponente pesce rosso e l'immane melograno risvegliano in me un fanciullesco desiderio di possessione. Impossibilitato, per ovvi motivi, alla possessione fisica di quell'immenso mi accontento di un puerile ricordo figurativo. Va beh... pazienza. Salgo al primo piano dove ha inizio la mostra e prima di addentrarmi nel vero, allucinato mondo di Dalì volto lo sguardo e mi trovo ancora davanti la fallace tigre che già mi aveva rapito dabbasso. Ma sì...faccio una fotina...ai quadri no...vengono uno schifo...meglio comprare il catalogo...ma questa...non c'è neanche sul catalogo...neanche sulle cartoline...la macchina me l'hanno fatta lasciare giù...maledetti...ma ho il cellulare...ma sì...una fotina in qualità "orrible" con il cellulare...tanto per avere un ricordo...puntare...CLICK! Da non so quale oscuro meandro scaturisce all'improvviso una guardiana che mi si avvicina e con fare da Gestapo mi intima di cancellare immediatamente la foto dal telefono pena la sua requisizione. Non mi dilungo in discussioni che so già inutili sull'assurdità della cosa, mento spudoratamente dicendo di non aver ancora scattato e metto via il cellulare. E come se questo non bastasse vengo seguito per tutto il tragitto della mostra come neanche un gruppo di turisti iracheni con evidenti rigonfiamenti sotto le giacche in visita alla Casa Bianca. L'assurdità della non riproduzione fotografica delle opere viene giustificata dalla necessità di vendere cataloghi e cartoline: non va bene, ma viviamo in un mondo capitalistico in cui la cultura viene pacchettizata e per ora bisogna accettarlo. Ma l'accanimento inquisitorio del personale addetto al controllo mi fa preoccupare veramente. L'ottusità e la completa mancanza di elasticità mentale nell'applicazione di regole imposte mi fa presagire un sinistro futuro alla Asimov. Dove però non saranno i robot a sostituire l'uomo, ma l'uomo ad essere educato a pensare come robot. Brrrrr!!!!!!!!

7 commenti:

mobu ha detto...

penso che le foto non rendano come quando le stesse bellezze le vedi di persona...la foto dà l'illusione di cristallizzare insieme all'immagine tutta un'atmosfera...è frustrante quando scopri che non è così....consolati....le tue aspettative non saranno disattese...
ti hanno semplicemente impedito di creartene...

thehopfrog ha detto...

Sono completamente d'accordo. Non mi frega niente di fotografare le opere, mai fatto. Ma quella era una scenografia particolare e la mia era una semplice foto col cellulare! E' questa la cosa grave! Mi ha stupito l'ottusità dell'addetta alla sorveglianza ed i suoi metodi da Gestapo per una cagata come una foto da cellulare di una tigre di cartapesta! Tutto qui.

mobu ha detto...

E hai ragione!!!

Dandyrougegarcia ha detto...

tu stai messo peggio di me allora

francifra ha detto...

mondo degli snorky? perché?

meva ha detto...

cmq queste scene mi sono capitate solo in Italia...Ci sono musei all'estero dove puoi anche filmare tutto con la videocamera...

PabloOffline ha detto...

...che gusto c'è a fare i Guardiani? Porca palletta, non l'ho mai capito....