lunedì 30 maggio 2005

Il tagliaerba di Tom & Jerry!
... a soli 49,90€! ... riuscirò a resistere?! Già mi vedo a scorrazzare per il giardino all'inseguimento di un simpatico topolino brandendo il mio tagliaerba. Passare sulla schiena del bulldog dei vicini onorandolo di un taglio alla Prodigy prima maniera. Fare l'occhiolino in corsa alla gattina bianca adagiata sulla sdraio nel giardino oltre lo steccato ... e poi schiantarmi nell'amaca finendo arrotolato come un kebap! ... mmm ... corro a comprarlo!

venerdì 27 maggio 2005

Pssssssssss...
... Bucato ... e sono in via duchessa jolanda! ... porc ... civico? 34. Almeno sono arrivato. Come avrò fatto?!? ... che domande ... mmm ... dovrò tornare a piedi ... Già che sono qui assicuro il destriero zoppo a questo magnifico semaforo e mi gusto la mostra. Mh, carini ... ma io sono dieci volte meglio (ego sommato a desiderio di rivalsa sul destino beffardo). ... va beh usciamo ... Ora che si fa? Prima di tutto comunicazione sms news ad un po’ di amici. Ora che ho alleggerito un po’ il mio carico di autocommiserazione posso avviarmi più leggero. Con il coprisella in mano e la camicia legata in vita mi avvio ramingo verso casa in questa calda ed afosa serata di maggio. Mi sento un po’ Schumacher che torna al box con il casco in mano dopo una foratura in pista. Però! Ad andare a piedi si avverte uno strano effetto, lo spazio si dilata ed il tempo si ritira. Continui spostamenti in bici o auto hanno falsato un po’ la mia percezione del tempo e dello spazio. E’ bello ogni tanto farsi qualche chilometro a piedi per riprendere contatto con la realtà e riacquisire i giusti tempi. I tempi con cui la natura ha progettato il pianeta e gli esseri che ci vivono. Tempi preventivati e progettati in modo da sincronizzare l’orologio biologico umano con quello della Terra. Bello non avere alcuna fretta e poter camminare così liberamente, estraniato dal tempo ma immerso nello spazio. Gustandosi ogni piccolo particolare. Ogni buchino del marciapiede. Ogni animaletto che si arrampica sul muro. Ogni espressione dei passanti che incroci. Ogni profumo che si libra nell’aria. Ogni  fiore che ribelle nasce da una crepa nel nero asfalto. E pensare che sei passato di li milioni di volte e non ne immaginavi neanche l’esistenza. Incredibile come la vita ti fornisca sempre l’opportunità di vivere e vedere cose nuove attraverso i suoi intricati disegni. Ogni cosa che accade ha un senso ben preciso, è solo l’inizio di un altra cosa ben più interessante!

lunedì 23 maggio 2005

Una città per pensare
Ognuno di noi ha il suo "posto per pensare".  Da piccolo in campagna sgusciavo fuori da una finestrina in soffitta e un po' come un moderno spazzacamin mi arrampicavo sul tetto di casa mia. Da li potevo togliere il guinzaglio al mio sguardo e lasciarlo scorrazzare libero per tutta la vallata che si apriva sotto di me. Farlo correre lungo l'orizzonte fino ad incontrare il profilo delle Alpi in lontananza, ancora cariche di neve ad agosto. Ed ora è Torino. E' città. E' notte. E' confusione. E' voglia di silenzio. Mi inerpico su per le colline torinesi, mi fermo alla locanda del Torino a prendere una bella bottiglia di vino rosso, un sorso di acqua fresca dalla fontanella di fianco, e poi ancora su. Mi fermo alla cima del colle. Nero bucato dal gugliforme profilo della Basilica. Bello. Ma non è questo che mi interessa. Mi volto. Armato della bottiglia mi allontano dalla zona piena di coppiette e famigliole chiassose. Ecco un angolino tranquillo. Salgo cavalcioni del muretto. Sotto di me un'immensa vallata scura tempestata da milioni di piccole luci. Sembra che il cielo stellato sia precipitato sulla terra. E di fronte a quel silenzioso splendore, armato solo di una buona bottiglia di vino, di un moleskine, una matita e dei tuoi pensieri, puoi finalmente parlare con te stesso senza bisogno di gridare per farti ascoltare.