mercoledì 30 marzo 2005

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Potrei dire che la mia creatività si è spostata verso altri lidi, o che la mia vita mi assorbe a tal punto da non poter più scrivere, ma la triste realtà è che i campanelli hanno smesso di suonare. Sono in uno di quelli che amo chiamare periodi di asessuata creatività: in cui cioè la mia creatività non ama accoppiarsi con alcun mezzo espressivo. Solitamente questi periodi si sposano con un intenso incremento della mia vita sentimentale e sessuale ... in questo caso non è così. E tutto ciò rende ancora più sinistra la situazione. Incredibile come quando avresti più bisogno di una cosa questa viene sempre a mancare. Manca sempre lo zucchero quando devi prendere il caffè al mattino, manca sempre l’euro per il carrello, manca sempre il credito nel telefono quando devi fare una telefonata urgente, manca sempre la carta igienica dopo una cagata storica e manca sempre la voglia di creare quando di cose ne avresti da buttare fuori. Persino la mia curiosità ed il mio impegno intellettuale vengono meno ed il trattato di iconologia didattica viene sempre più spesso messo da parte la sera per fare posto alle parole crociate. Il bello di questi momenti è che come vengono se ne vanno. Sono un po’ come quegli amori travolgenti, che sembrano non finire mai ed un bel giorno ti svegli con un biglietto sul cuscino. Finchè questa carogna che ho dentro non mi lascerà un bel biglietto sul cuscino vi saluto. Ciao

venerdì 11 marzo 2005

Apocalypse Now
Vedo questo film ed inizio ad elucubrare sul come offre una critica modernista della modernità infrangendo i termini in cui il pensiero europeo si distingue dal primitivo. Così, se si presuppone che la modernità si differenzi dalla postmodernità per il modo in cui legittima o delegittima l'imperialismo, o, più radicalmente si sospetta che il discorso della postmodernità sia ancora una volta radicato in una negazione dell'Altro, allora questo film incarna appieno questo messaggio e conferma in toto queste ipotesi.
Poi faccio un rutto e passa tutto.