Donnie Darko
Va bene, l'ho visto una volta sola. Ma questo non giustifica il senso di assoluta alienazione e completo inebetimento che mi ha suscitato. Subito ho pensato che la sceneggiatura fosse scritta da Enrico Ghezzi che si è fatto una pera ... ma poi ... pensandoci bene ... nelle parole di Ghezzi ci trovo molta più coerenza. Devo dire che il sentimento principale suscitatomi da codesta pellicola è rabbia. Mi ha innervosito parecchio ed ancora mi innervosisco a scriverne ora. Qui i casi sono tre: A) Il film è una stronzata pazzesca. Una accozzaglia di scene messe a cazzo e di ripetuti pseudo messaggi e richiami intellettualoidi che vorrebbero assurgere a non so quale neo Alice nel paese delle meraviglie. E la miriade di critici cinematografici, di riviste di settore, di amici cinefili, di siti, che cel. ebrano da tempo questo come film del secolo, si beano di questa boiata mentre la mia mente superiore mi vieta di farlo (mio ego cresce) B) Il film è geniale. Ricco di erudite citazioni, intellettuali richiami e sottili metafore, portatore di un profondo messaggio e costruito in maniera magistrale (con i ripetuti richiami alla bandiera statunitense, l'ambientazione alienante alla American Beauty, il ricorrere continuo dello specchio e della figura del coniglio guida). La miriade di critici cinematografici, di riviste di settore, di amici cinefili, di siti, giustamente ne loda l'avanguardistica forza e la geniale forma, mentre io non ho capito un benemerito (mio ego precipita) C) Il film è effettivamente una boiata. Alla miriade di critici cinematografici, di riviste di settore, di amici cinefili, di siti che hanno speso 7€ per vederlo al cinema o 4€ per affittarlo brucia non poco, e decidono di spargere tutti la voce che il film è imperdibile, la rivelazione dell'anno ed invogliano così altre involontarie vittime ad accorrere a vederlo. Queste a loro volta, risentite anche loro, oppure convinte di essere gli unici a non averlo capito, e quindi per non sentirsi inferiori a chi lo ha loro consigliato, lo consigliano ad altri e così via fino ad arrivare a me. Io non voglio credere che sia proprio la boiata che sembra. Amo continuare a pensare che in realtà ha un significato ben preciso, che tutti gli elementi hanno un senso ed un giorno io lo capirò. Se qualcuno di voi crede nella opzione B è quindi pregato vivamente di illuminarmi e darmi una mano a districare la matassa che questo film ha creato con le mie sinapsi. ... deve avere un senso ... deve avere un senso ... deve avere un senso ... deve avere un senso ...
domenica 27 febbraio 2005
lunedì 21 febbraio 2005
La tempesta perfetta
Svegliati dal fragore di un tuono nel caldo delle lenzuola. Destarsi solo per un attimo per poi lasciarsi cullare dal rumore della pioggia ed riabbandonarsi tra le braccia di Morfeo. Scorgere tra le persiane appena accostate la chioma delle palme scossa dal vento ed assaporare ancora di più il morbido tepore delle due copertine di lana che ti accarezzano. Immaginare come da li a pochi passi il mare sia innaffiato abbondantemente dall'acqua che cade dal cielo, i cui colori cambiano dal blu-azzurro al grigio-viola attraversando tutte le sfumature di vento. Ridestarsi solo a pomeriggio inoltrato. Quando il vento ha infine esaurito la sua furia ed il cielo le lacrime. Dover scendere in strada a recuperare sostentamento per la sera ed a malincuore buttarsi addosso un maglione e uscire. Ma il tuo impreparato olfatto viene aggredito da quel profumo di pioggia che non assomiglia per nulla alla puzza di cane bagnato che ritrovi in città dopo un acquazzone. Qui il profumo che sale dalla strada bagnata sa di buono davvero, è un profumo di pulito, come se avessero appena finito di pulire il mondo. Questa fragranza fa dimenticare la titubanza iniziale e la sera non pare nemmeno poi così fredda. Iniziare a camminare sospinto da questo effluvio e scoprirsi a non voler quasi più rientrare, sentendosi un po' marinaio e vagabondo nel gironzolare per i vicoli un tempo testimoni di bagordie di pescatori e pirati. Ma sei pur sempre un giullare in fin dei conti! La convivialità che ti attende tra le mura domestiche ti reindirizza sulla strada di casa e ti incammini seguito da quello stupido gatto che non ha ancora capito che quello scampanellio non è il sonaglio della sua amata ...
Svegliati dal fragore di un tuono nel caldo delle lenzuola. Destarsi solo per un attimo per poi lasciarsi cullare dal rumore della pioggia ed riabbandonarsi tra le braccia di Morfeo. Scorgere tra le persiane appena accostate la chioma delle palme scossa dal vento ed assaporare ancora di più il morbido tepore delle due copertine di lana che ti accarezzano. Immaginare come da li a pochi passi il mare sia innaffiato abbondantemente dall'acqua che cade dal cielo, i cui colori cambiano dal blu-azzurro al grigio-viola attraversando tutte le sfumature di vento. Ridestarsi solo a pomeriggio inoltrato. Quando il vento ha infine esaurito la sua furia ed il cielo le lacrime. Dover scendere in strada a recuperare sostentamento per la sera ed a malincuore buttarsi addosso un maglione e uscire. Ma il tuo impreparato olfatto viene aggredito da quel profumo di pioggia che non assomiglia per nulla alla puzza di cane bagnato che ritrovi in città dopo un acquazzone. Qui il profumo che sale dalla strada bagnata sa di buono davvero, è un profumo di pulito, come se avessero appena finito di pulire il mondo. Questa fragranza fa dimenticare la titubanza iniziale e la sera non pare nemmeno poi così fredda. Iniziare a camminare sospinto da questo effluvio e scoprirsi a non voler quasi più rientrare, sentendosi un po' marinaio e vagabondo nel gironzolare per i vicoli un tempo testimoni di bagordie di pescatori e pirati. Ma sei pur sempre un giullare in fin dei conti! La convivialità che ti attende tra le mura domestiche ti reindirizza sulla strada di casa e ti incammini seguito da quello stupido gatto che non ha ancora capito che quello scampanellio non è il sonaglio della sua amata ...
venerdì 18 febbraio 2005
A Carnevale ogni scazzo vale
Quest'anno niente feste di Carnevale. Non ho fagocitato frittelle e bugie (o chiacchiere che dir si voglia). Non ho infastidito nessuno con la lingua di suocera. Non ho inzacchero alcun chi con schiuma e fastidiose stelle filanti spray. Non ho assaporato il piacere divino di sentirmi per un attimo Eolo e proiettare nel cielo cartacee stelle filanti colorate. Non ho fatto alcun uso della mia illustre collezione di parrucche, barbe finte, nasi ed occhiali. Non ho organizzato articolati e sagaci scherzi a discapito dei miei conoscenti e amici. Non ho neanche dato uno squillo di trombetta. Ma soprattutto, rammarico più grande, non proverò la gioia fanciullesca di ritrovare coriandoli nel risvolto dei pantaloni a pasquetta.
Quest'anno niente feste di Carnevale. Non ho fagocitato frittelle e bugie (o chiacchiere che dir si voglia). Non ho infastidito nessuno con la lingua di suocera. Non ho inzacchero alcun chi con schiuma e fastidiose stelle filanti spray. Non ho assaporato il piacere divino di sentirmi per un attimo Eolo e proiettare nel cielo cartacee stelle filanti colorate. Non ho fatto alcun uso della mia illustre collezione di parrucche, barbe finte, nasi ed occhiali. Non ho organizzato articolati e sagaci scherzi a discapito dei miei conoscenti e amici. Non ho neanche dato uno squillo di trombetta. Ma soprattutto, rammarico più grande, non proverò la gioia fanciullesca di ritrovare coriandoli nel risvolto dei pantaloni a pasquetta.
mercoledì 16 febbraio 2005
martedì 15 febbraio 2005
lunedì 7 febbraio 2005
HopFrog (Scooby Doo inside)
No, basta! Questa volta no. Sono stufo...questa volta mi rifiuto fermamente! Non si può andare avanti così, scordatelo! Ho finito di rendermi ridicolo. Questo non lo faccio proprio. Questo no!!! Neanche per un bocconcino alla Scooby? Gnam! Crunch crunch ... scooobydoobydooo!!!
No, basta! Questa volta no. Sono stufo...questa volta mi rifiuto fermamente! Non si può andare avanti così, scordatelo! Ho finito di rendermi ridicolo. Questo non lo faccio proprio. Questo no!!! Neanche per un bocconcino alla Scooby? Gnam! Crunch crunch ... scooobydoobydooo!!!
giovedì 3 febbraio 2005
Elogio della pianta grassa
Ferma. Megalitica. Ben piantata a terra. Solida come una roccia e allo stesso tempo simpatica. Letale per chi rimane imprigionato nei suoi letali aculei, ma al contempo capace di regalare l'emozione di stupendi fiori. Dalle molteplici forme e fattezze e comunque sempre riconoscibile. Ha carattere, non c'è che dire. Un fiore è delicato, è dolce, è emozionante, ma buona parte del suo fascino è dato dalla sua imprescindibile fragilità, che lo rende precario, insicuro. Sai che tutto quel colore, quella bellezza, quei profumi, quelle vellutate sensazioni che sa trasmetterti ben presto finiranno. Invece lei da la sicurezza di una bellezza, forse meno appariscente, ma duratura. Anzi, una bellezza che con gli anni si sviluppa e si trasforma in fascino. Sa trasmettere fiducia e risolutezza. Su di lei ci puoi sempre contare. Ogni giorno la ritrovi sempre li ad aspettarti, ancora più bella del giorno prima. Non è invadente e bisognosa di continue attenzioni. Si è guadagnata con l'evoluzione la sua indipendenza e ci tiene a mantenerla. Vive bene da sola e per questo gode appieno della tua compagnia senza morbosi parassitismi. Nella vita di tutti giorni non ama stupire la massa con sgargianti colori e sinuose forme, non ci tiene ad ammagliare tutti indistintamente, con faceti espedienti, solo per il gusto di essere ammirata. Però sa regalare, a chi davvero le vuole bene e le è veramente vicino, l'emozione di fiori che nessun'altra pianta dona. E' fedele. E' una compagna fidata, tranquilla e accomodante, ma che al momento giusto sa tirar fuori le spine. E' una sobria presenza che sa anche stupire con improvvisi slanci di assoluto splendore. E' la luna che si nasconde dietro una nuvola.
Ferma. Megalitica. Ben piantata a terra. Solida come una roccia e allo stesso tempo simpatica. Letale per chi rimane imprigionato nei suoi letali aculei, ma al contempo capace di regalare l'emozione di stupendi fiori. Dalle molteplici forme e fattezze e comunque sempre riconoscibile. Ha carattere, non c'è che dire. Un fiore è delicato, è dolce, è emozionante, ma buona parte del suo fascino è dato dalla sua imprescindibile fragilità, che lo rende precario, insicuro. Sai che tutto quel colore, quella bellezza, quei profumi, quelle vellutate sensazioni che sa trasmetterti ben presto finiranno. Invece lei da la sicurezza di una bellezza, forse meno appariscente, ma duratura. Anzi, una bellezza che con gli anni si sviluppa e si trasforma in fascino. Sa trasmettere fiducia e risolutezza. Su di lei ci puoi sempre contare. Ogni giorno la ritrovi sempre li ad aspettarti, ancora più bella del giorno prima. Non è invadente e bisognosa di continue attenzioni. Si è guadagnata con l'evoluzione la sua indipendenza e ci tiene a mantenerla. Vive bene da sola e per questo gode appieno della tua compagnia senza morbosi parassitismi. Nella vita di tutti giorni non ama stupire la massa con sgargianti colori e sinuose forme, non ci tiene ad ammagliare tutti indistintamente, con faceti espedienti, solo per il gusto di essere ammirata. Però sa regalare, a chi davvero le vuole bene e le è veramente vicino, l'emozione di fiori che nessun'altra pianta dona. E' fedele. E' una compagna fidata, tranquilla e accomodante, ma che al momento giusto sa tirar fuori le spine. E' una sobria presenza che sa anche stupire con improvvisi slanci di assoluto splendore. E' la luna che si nasconde dietro una nuvola.
Iscriviti a:
Commenti (Atom)