lunedì 12 settembre 2005

Ah! Una biscia!
Stamane, passando con la bici al parco, sulla ghiaia bagnata ho lasciato le orme a forma di biscia smanettando con il manubrio ... hi hi hi! A volte la vita ti riserva questi momenti di fanciullesco divertimento quando meno te lo aspetti.

lunedì 13 giugno 2005

Buon Compleanno a tutti!
Festeggiate gente! Festeggiate! Tirate fuori il vestito più bello. Lucidate le scarpe buone. Aprite quella bottiglia che tenevate in serbo per le occasioni speciali. Date un bacio alla vostra donna. Abbracciate i vostri uomini. Sorridete ai vostri bambini. Uscite di casa e salutate con un sorriso tutti quelli che incontrate. Concedetevi uno strappo alla dieta e compratevi una pasta enorme appena sfornata in pasticceria. Toglietevi le scarpe e fatevi una bella passeggiata in un prato fresco e pungente. Fate mettere la panna sul vostro gelato quotidiano. Decidetevi finalmente a chiedere l'aumento al capo. A dichiarare il vostro amore alla persona cara. A chiedere scusa ad un amico. Gioite gente! Oggi è giorno propizio. Oggi è giorno di gaudio! 28 anni fa oggi vedevano la luce per la prima volta gli occhi del beffardo giullare. Fatemi un grosso regalo, vivete una giornata piena di tutte le cose che volete fare!!! AUGURI! :)

giovedì 2 giugno 2005

Adamo vs Eva
Monogamia o poligamia? Questa sera Andrea Monti e Sfera indagano sulla scienza applicata al'uomo e sull’annoso dilemma che attanaglia ogni essere umano dotato di capacità di intelligere. Essere fedeli tutta la vita alla stessa persona o divertirsi a più non posso dato che si vive una volta sola? Incredibile come riescano ancora a confezionare trasmissioni televisive pseudo-culturali di due ore in prima serata con argomenti simili. Grazie ai vari Piero Angela, Focus, Donna Moderna, CIoè, Dott. Bossi, Camilla, Lucignolo, Amici, Amici di Maria de Filippi, Maurizi Costanzi Shows, Harem, speciali Tg5, spaciali Studio Aperto, Men’s Health, Max, Maxim, Tu, Panorama, Film Muccineschi e chi più ne ha più ne metta, penso che si possa affermare di essere giunti ad un esaurimento dell’argomento. Tenuto conto delle debite eccezioni la situazione è questa. Gli uomini vivono nella convinzione che l’uomo è pur sempre un animale ed in quanto tale è vittima impotente dei sani e naturali istinti riproduttivi animali. Questi consentono da millenni alla specie umana di sopravvivere ... e chi siamo noi per andare contro le leggi dell’evoluzione?!? Le donne accettano questa indiscutibile legge di natura “biologicamente testata”. Ma sono altresì convinte che lo sviluppo intellettuale della razza umana la renda in qualche modo superiore alle bestie e che l’uomo su cui mettono gli occhi, grazie a loro, possa elevarsi dalla selva degli altri maschi ed assurgere ad una condizione semidivina di alienazione dai peccaminosi istinti ed univoca dedizione alla propria donna. Singolare come questa condizione, naturale e comune ad ogni essere vivente del globo assicurandone l’equilibrio nella specie e quindi l’evoluzione, abbia dato, e dia ancora, da mangiare ad intere generazioni di antropologi, psicologi ed opinionisti vari. Penso che alcune cose dovrebbero essere accettate per quel che sono e basta senza farsi troppe domande ... io ad esempio mi sono fatto una ragione del fatto che Capitan Findus sia ringiovanito di quarant’anni nel giro di una stagione.

lunedì 30 maggio 2005

Il tagliaerba di Tom & Jerry!
... a soli 49,90€! ... riuscirò a resistere?! Già mi vedo a scorrazzare per il giardino all'inseguimento di un simpatico topolino brandendo il mio tagliaerba. Passare sulla schiena del bulldog dei vicini onorandolo di un taglio alla Prodigy prima maniera. Fare l'occhiolino in corsa alla gattina bianca adagiata sulla sdraio nel giardino oltre lo steccato ... e poi schiantarmi nell'amaca finendo arrotolato come un kebap! ... mmm ... corro a comprarlo!

venerdì 27 maggio 2005

Pssssssssss...
... Bucato ... e sono in via duchessa jolanda! ... porc ... civico? 34. Almeno sono arrivato. Come avrò fatto?!? ... che domande ... mmm ... dovrò tornare a piedi ... Già che sono qui assicuro il destriero zoppo a questo magnifico semaforo e mi gusto la mostra. Mh, carini ... ma io sono dieci volte meglio (ego sommato a desiderio di rivalsa sul destino beffardo). ... va beh usciamo ... Ora che si fa? Prima di tutto comunicazione sms news ad un po’ di amici. Ora che ho alleggerito un po’ il mio carico di autocommiserazione posso avviarmi più leggero. Con il coprisella in mano e la camicia legata in vita mi avvio ramingo verso casa in questa calda ed afosa serata di maggio. Mi sento un po’ Schumacher che torna al box con il casco in mano dopo una foratura in pista. Però! Ad andare a piedi si avverte uno strano effetto, lo spazio si dilata ed il tempo si ritira. Continui spostamenti in bici o auto hanno falsato un po’ la mia percezione del tempo e dello spazio. E’ bello ogni tanto farsi qualche chilometro a piedi per riprendere contatto con la realtà e riacquisire i giusti tempi. I tempi con cui la natura ha progettato il pianeta e gli esseri che ci vivono. Tempi preventivati e progettati in modo da sincronizzare l’orologio biologico umano con quello della Terra. Bello non avere alcuna fretta e poter camminare così liberamente, estraniato dal tempo ma immerso nello spazio. Gustandosi ogni piccolo particolare. Ogni buchino del marciapiede. Ogni animaletto che si arrampica sul muro. Ogni espressione dei passanti che incroci. Ogni profumo che si libra nell’aria. Ogni  fiore che ribelle nasce da una crepa nel nero asfalto. E pensare che sei passato di li milioni di volte e non ne immaginavi neanche l’esistenza. Incredibile come la vita ti fornisca sempre l’opportunità di vivere e vedere cose nuove attraverso i suoi intricati disegni. Ogni cosa che accade ha un senso ben preciso, è solo l’inizio di un altra cosa ben più interessante!

lunedì 23 maggio 2005

Una città per pensare
Ognuno di noi ha il suo "posto per pensare".  Da piccolo in campagna sgusciavo fuori da una finestrina in soffitta e un po' come un moderno spazzacamin mi arrampicavo sul tetto di casa mia. Da li potevo togliere il guinzaglio al mio sguardo e lasciarlo scorrazzare libero per tutta la vallata che si apriva sotto di me. Farlo correre lungo l'orizzonte fino ad incontrare il profilo delle Alpi in lontananza, ancora cariche di neve ad agosto. Ed ora è Torino. E' città. E' notte. E' confusione. E' voglia di silenzio. Mi inerpico su per le colline torinesi, mi fermo alla locanda del Torino a prendere una bella bottiglia di vino rosso, un sorso di acqua fresca dalla fontanella di fianco, e poi ancora su. Mi fermo alla cima del colle. Nero bucato dal gugliforme profilo della Basilica. Bello. Ma non è questo che mi interessa. Mi volto. Armato della bottiglia mi allontano dalla zona piena di coppiette e famigliole chiassose. Ecco un angolino tranquillo. Salgo cavalcioni del muretto. Sotto di me un'immensa vallata scura tempestata da milioni di piccole luci. Sembra che il cielo stellato sia precipitato sulla terra. E di fronte a quel silenzioso splendore, armato solo di una buona bottiglia di vino, di un moleskine, una matita e dei tuoi pensieri, puoi finalmente parlare con te stesso senza bisogno di gridare per farti ascoltare.

mercoledì 20 aprile 2005

Citazione
"Bisogna essere sempre ubriachi.
Tutto sta in questo: E' l'unico problema.
Per non sentire l'orribile fardello del tempo.
Del tempo che rompe le vostre spalle
e vi inclina verso la terra,
bisogna che vi ubriacate senza tregua.
Ma di che? di vino, di poesia o di virtù,
a piacer vostro. Ma ubriacatevi.
E se qualche volta sui gradini di un palazzo,
sull'erba verde di un fossato,
nella mesta solitudine della vostra camera,
vi risvegliate con l'ubriachezza già diminuita o
scomparsa,
domandate al vento, all'onda alla stella all'uccello
all'orologio,
a tutto ciò che fugge a tutto ciò che geme
a tutto ciò che ruota, a tutto ciò che canta
a tutto ciò che parla, domandate che ora E';
E il vento, l'onda, la stella, l'uccello, l'orologio
vi
risponderanno
"E' l'ora di ubriacarsi!"
Per non essere gli schiavi martirizzati del tempo,
ubriacatevi;
Ubriacatevi senza smettere!
Di vino, di poesia o di virtù ..... a piacer vostro"

Charles Baudelaire

mercoledì 30 marzo 2005

...
Potrei dire che la mia creatività si è spostata verso altri lidi, o che la mia vita mi assorbe a tal punto da non poter più scrivere, ma la triste realtà è che i campanelli hanno smesso di suonare. Sono in uno di quelli che amo chiamare periodi di asessuata creatività: in cui cioè la mia creatività non ama accoppiarsi con alcun mezzo espressivo. Solitamente questi periodi si sposano con un intenso incremento della mia vita sentimentale e sessuale ... in questo caso non è così. E tutto ciò rende ancora più sinistra la situazione. Incredibile come quando avresti più bisogno di una cosa questa viene sempre a mancare. Manca sempre lo zucchero quando devi prendere il caffè al mattino, manca sempre l’euro per il carrello, manca sempre il credito nel telefono quando devi fare una telefonata urgente, manca sempre la carta igienica dopo una cagata storica e manca sempre la voglia di creare quando di cose ne avresti da buttare fuori. Persino la mia curiosità ed il mio impegno intellettuale vengono meno ed il trattato di iconologia didattica viene sempre più spesso messo da parte la sera per fare posto alle parole crociate. Il bello di questi momenti è che come vengono se ne vanno. Sono un po’ come quegli amori travolgenti, che sembrano non finire mai ed un bel giorno ti svegli con un biglietto sul cuscino. Finchè questa carogna che ho dentro non mi lascerà un bel biglietto sul cuscino vi saluto. Ciao

venerdì 11 marzo 2005

Apocalypse Now
Vedo questo film ed inizio ad elucubrare sul come offre una critica modernista della modernità infrangendo i termini in cui il pensiero europeo si distingue dal primitivo. Così, se si presuppone che la modernità si differenzi dalla postmodernità per il modo in cui legittima o delegittima l'imperialismo, o, più radicalmente si sospetta che il discorso della postmodernità sia ancora una volta radicato in una negazione dell'Altro, allora questo film incarna appieno questo messaggio e conferma in toto queste ipotesi.
Poi faccio un rutto e passa tutto.

domenica 27 febbraio 2005

Donnie Darko
Va bene, l'ho visto una volta sola. Ma questo non giustifica il senso di assoluta alienazione e completo inebetimento che mi ha suscitato. Subito ho pensato che la sceneggiatura fosse scritta da Enrico Ghezzi che si è fatto una pera ... ma poi ... pensandoci bene ... nelle parole di Ghezzi ci trovo molta più coerenza. Devo dire che il sentimento principale suscitatomi da codesta pellicola è rabbia. Mi ha innervosito parecchio ed ancora mi innervosisco a scriverne ora. Qui i casi sono tre: A) Il film è una stronzata pazzesca. Una accozzaglia di scene messe a cazzo e di ripetuti pseudo messaggi e richiami intellettualoidi che vorrebbero assurgere a non so quale neo Alice nel paese delle meraviglie. E la miriade di critici cinematografici, di riviste di settore, di amici cinefili, di siti, che cel. ebrano da tempo questo come film del secolo, si beano di questa boiata mentre la mia mente superiore mi vieta di farlo (mio ego cresce) B) Il film è geniale. Ricco di erudite citazioni, intellettuali richiami e sottili metafore, portatore di un profondo messaggio e costruito in maniera magistrale (con i ripetuti richiami alla bandiera statunitense, l'ambientazione alienante alla American Beauty, il ricorrere continuo dello specchio e della figura del coniglio guida). La miriade  di critici cinematografici, di riviste di settore, di amici cinefili, di siti, giustamente ne loda l'avanguardistica forza e la geniale forma, mentre io non ho capito un benemerito (mio ego precipita) C) Il film è effettivamente una boiata. Alla miriade di critici cinematografici, di riviste di settore, di amici cinefili, di siti che hanno speso 7€ per vederlo al cinema o 4€ per affittarlo brucia non poco, e decidono di spargere tutti la voce che il film è imperdibile, la rivelazione dell'anno ed invogliano così altre involontarie vittime ad accorrere a vederlo. Queste a loro volta, risentite anche loro, oppure convinte di essere gli unici a non averlo capito, e quindi per non sentirsi inferiori a chi lo ha loro consigliato, lo consigliano ad altri e così via fino ad arrivare a me. Io non voglio credere che sia proprio la boiata che sembra. Amo continuare a pensare che in realtà ha un significato ben preciso, che tutti gli elementi hanno un senso ed un giorno io lo capirò. Se qualcuno di voi crede nella opzione B è quindi pregato vivamente di illuminarmi e darmi una mano a districare la matassa che questo film ha creato con le mie sinapsi. ... deve avere un senso ... deve avere un senso ... deve avere un senso ... deve avere un senso ...

lunedì 21 febbraio 2005

La tempesta perfetta
Svegliati dal fragore di un tuono nel caldo delle lenzuola. Destarsi solo per un attimo per poi lasciarsi cullare dal rumore della pioggia ed riabbandonarsi tra le braccia di Morfeo. Scorgere tra le persiane appena accostate la chioma delle palme scossa dal vento ed assaporare ancora di più il morbido tepore delle due copertine di lana che ti accarezzano. Immaginare come da li a pochi passi il mare sia innaffiato abbondantemente dall'acqua che cade dal cielo, i cui colori cambiano dal blu-azzurro al grigio-viola attraversando tutte le sfumature di vento. Ridestarsi solo a pomeriggio inoltrato. Quando il vento ha infine esaurito la sua furia ed il cielo le lacrime. Dover scendere in strada a recuperare sostentamento per la sera ed a malincuore buttarsi addosso un maglione e uscire. Ma il tuo impreparato olfatto viene aggredito da quel profumo di pioggia che non assomiglia per nulla alla puzza di cane bagnato che ritrovi in città dopo un acquazzone. Qui il profumo che sale dalla strada bagnata sa di buono davvero, è un profumo di pulito, come se avessero appena finito di pulire il mondo. Questa fragranza fa dimenticare la titubanza iniziale e la sera non pare nemmeno poi così fredda. Iniziare a camminare sospinto da questo effluvio e scoprirsi a non voler quasi più rientrare, sentendosi un po' marinaio e vagabondo nel gironzolare per i vicoli un tempo testimoni di bagordie di pescatori e pirati. Ma sei pur sempre un giullare in fin dei conti! La convivialità che ti attende tra le mura domestiche ti reindirizza sulla strada di casa e ti incammini seguito da quello stupido gatto che non ha ancora capito che quello scampanellio non è il sonaglio della sua amata ...

venerdì 18 febbraio 2005

A Carnevale ogni scazzo vale
Quest'anno niente feste di Carnevale. Non ho fagocitato frittelle e bugie (o chiacchiere che dir si voglia). Non ho infastidito nessuno con la lingua di suocera. Non ho inzacchero alcun chi con schiuma e fastidiose stelle filanti spray. Non ho assaporato il piacere divino di sentirmi per un attimo Eolo e proiettare nel cielo cartacee stelle filanti colorate. Non ho fatto alcun uso della mia illustre collezione di parrucche, barbe finte, nasi ed occhiali. Non ho organizzato articolati e sagaci scherzi a discapito dei miei conoscenti e amici. Non ho neanche dato uno squillo di trombetta. Ma soprattutto, rammarico più grande, non proverò la gioia fanciullesca di ritrovare coriandoli nel risvolto dei pantaloni a pasquetta.

mercoledì 16 febbraio 2005

Tempistica
Ma chi diavolo mi ha dato l'idea di farmi i capelli a cresta in pieno
inverno?!? Sensazione interessante però. Il gelo sui fianchi ed un bel
calduccio nella parte mediana del capo. Beh, prendiamo il lato positivo
... il mal di testa si limita alle tempie. Chicchirichiii!!! 

martedì 15 febbraio 2005

Dubbio amletico
Perchè quando ti cola il naso e ti corichi, il naso smette di gocciolare?

lunedì 7 febbraio 2005

HopFrog (Scooby Doo inside)
No, basta! Questa volta no. Sono stufo...questa volta mi rifiuto fermamente! Non si può andare avanti così, scordatelo! Ho finito di rendermi ridicolo. Questo non lo faccio proprio. Questo no!!! Neanche per un bocconcino alla Scooby? Gnam! Crunch crunch ... scooobydoobydooo!!!

giovedì 3 febbraio 2005

Elogio della pianta grassa
Ferma. Megalitica. Ben piantata a terra. Solida come una roccia e allo stesso tempo simpatica. Letale per chi rimane imprigionato nei suoi letali aculei, ma al contempo capace di regalare l'emozione di stupendi fiori. Dalle molteplici forme e fattezze e comunque sempre riconoscibile. Ha carattere, non c'è che dire. Un fiore è delicato, è dolce, è emozionante, ma buona parte del suo fascino è dato dalla sua imprescindibile fragilità, che lo rende precario, insicuro. Sai che tutto quel colore, quella bellezza, quei profumi, quelle vellutate sensazioni che sa trasmetterti ben presto finiranno. Invece lei da la sicurezza di una bellezza, forse meno appariscente, ma duratura. Anzi, una bellezza che con gli anni si sviluppa e si trasforma in fascino. Sa trasmettere fiducia e risolutezza. Su di lei ci puoi sempre contare. Ogni giorno la ritrovi sempre li ad aspettarti, ancora più bella del giorno prima. Non è invadente e bisognosa di continue attenzioni. Si è guadagnata con l'evoluzione la sua indipendenza e ci tiene a mantenerla. Vive bene da sola e per questo gode appieno della tua compagnia senza morbosi parassitismi. Nella vita di tutti giorni non ama stupire la massa con sgargianti colori e sinuose forme, non ci tiene ad ammagliare tutti indistintamente, con faceti espedienti, solo per il gusto di essere ammirata. Però sa regalare, a chi davvero le vuole bene e le è veramente vicino, l'emozione di fiori che nessun'altra pianta dona. E' fedele. E' una compagna fidata, tranquilla e accomodante, ma che al momento giusto sa tirar fuori le spine. E' una sobria presenza che sa anche stupire con improvvisi slanci di assoluto splendore. E' la luna che si nasconde dietro una nuvola.

lunedì 24 gennaio 2005

Ramazzotti
Lo ricordo sempre con affetto. Lui che ha allietato i miei pomeriggi e le mie serate giovanili. Mi ha aiutato a crescere nella pubertà. Insegnandomi come affrontare i momenti più duri. Spingendomi a raggiungere ed a volte oltrepassare i miei limiti. Rendendomi più disinvolto e sicuro nei primi timidi rapporti con l'altro sesso. Consolandomi con le sue aromatiche note quando più avanti questi amori finivano. Sottofondo di infinite feste e unico interlocutore di solitarie serate. Ha saputo regalarmi momenti di puro piacere e disinibita felicità ... ma dove lo trovi un altro amaro così.

venerdì 21 gennaio 2005

TV dismissed
Chi lo dice che dalla tv di oggi non si impara nulla. Ad esempio ieri, grazie ad una stupenda trasmissione di divulgazione culturale in onda su Mtv, ho imparato che invitare a cena una ragazza e nell'ordine: chiederle con insistenza di infilare le sue manine nei miei capelli megaimpomatati nel bel mezzo della cena, obbligarla ad alzarsi in piedi sulla sedia per dieci secondi, scambiare le rispettive forchette  mentre si sta mangiando, dirle che é dolce come un ananas, iniziare a massaggiarle in maniera sinistra le mani senza alcun apparente motivo, non é decisamente una buona tecnica per spingerla ad invitarti in casa per un drink quando la riaccompagni a casa.

giovedì 20 gennaio 2005

Son rimasto chiuso fuori dall'armadio
Prima notte nella nuova ala del maniero. Tra nuove profumate lenzuola.
Nel grande giacilio color ebano. Al lume di aromatizzate candele.
Accudito dalle colorate pareti e sostenuto dallo scricchiolante ligneo
assito. E al mattino quella strana sensazione di spaesamento e sorpresa
che si prova tutte le volte nello svegliarsi in un posto nuovo,
sconosciuto. Dura solo pochi attimi. Ma è forte. Chissà quante mattine
durerà ... spero molte. Realizzo e definisco la mia collocazione
spazio-temporale e mi godo il caldo tepore dell'alcova ancora per
qualche minuto. Ora è meglio che mi alzi o il lavoro ho paura che mi
verrà a cercare a casa. Scostare calde lenzuola ... porc ... che
frescolino ... però, il parquet è più caldo della ceramica ...
parecchio! ... dirigersi veloce verso armadio per recuparare vestiario
da infilarsi ... ecco ... porc ...ma ... son rimasto chiuso fuori
dall'armadio ... e ora? ... giraaa ... gggghhh ... niente ... provo con coltello, alla James Bond ... ma porc ... come faceva? ... forse con la carta di credito ... non va ... grat grat ... faccio
colazione e poi ci penso.  Gnam gnam. Eccomi qua. Allora ... giraaa ...
e daiii ... niente ... e ho tutti i vestiti dentro ... come ci vado in
giro? Non posso uscire senza cappello a sonagli!!! Ancora una volta ...
gghhh ... forse con l'olio ... ancora una volta ... clac clac clac ... vaiii.. APERTA! Fiuuuu. Allora, post-it: NON CHIUDERE MAI PIU' A CHIAVE ARMADIO!!! O forse è meglio se lo incido con il pirografo direttamente sull'anta ...

lunedì 17 gennaio 2005

Un mezzogiorno di ordinaria follia
Eccomi qua. Pronto e risoluto. Con fredda e sprezzante faccia tosta e sagace e disinibito verbo mi accingo ad impugnare la mia arma telefonica pronto a mietere clienti a tutto spiano.  A cosa non si deve piegare un creativo ai giorni nostri per lavorà ...

sabato 15 gennaio 2005

La ricerca è la base del progresso
Riparte la ricerca della "donna della mia vita". Ho deciso di escludere dal mio campo d'azione quei luoghi dove il mio personalissimo grado di conflittualità con il genere umano raggiunge punte allarmanti. Un esempio per tutti: la discoteca. Queste mondane e sovraffollate balere in cui la percezione sonora è pressochè a totale appannaggio della musica, e sicuro luogo di sfrenato divertimento con amici con evidente tasso alcolico nelle vene, non risultano mai scelte vincenti per quanto riguarda l'approccio con il gentil sesso. Nel clima di caos e totale annichilimento delle umane capacità auditive puntare sullo sguardo per catturare l'attenzione di qualche donzella pare la scelta migliore. Già mi immagino che la guardo. Ed il mio sguardo è composto in parti esattamente uguali di: 1) intenzioni seducenti 2) intenzioni indagatrici 3)intenzioni invitanti. Tutte fallimentari, naturalmente, visto che le intenzioni seducenti si risolvono in uno sguardo bovino, quelle indagatrici degenerano in uno sguardo il cui significato può seneramente tradursi con le parole: kemminnkiavvuoiattroia e, infine, quelle invitanti rovinano in un invito dalle inequivocabili connotazioni anali. Lei si avvicina: Cosa guardavi? - Guardavo te bellezza - Non sono bella - Invece sì, dolcezza - Oltre che brutta sono anche stronza - Perchè menti? - Perchè preferisco non essere chiamata bellezza o dolcezza, come se fossero gli unici pregi di una ragazza - Scusami arguzia, non lo sapevo - Adesso lo sai - Lo terrò presente, costanza - Bene -  Cosa fai dopo? - Cazzi miei. E se ne va. Tanto non era la donna della mia vita. Penserei io consolandomi mentre scoppio in lacrime. 

giovedì 13 gennaio 2005

Dio denaro prega per noi.
Stanno tentando di legare e zittire i miei campanelli. Con borghese e commerciale mossa cercano di asservilirmi al Dio denaro. Vogliono prosciugare le mie vitali risorse creative trasformandomi in una fredda macchina cattura clienti. Sono impegnato in una dura lotta per la mia sopravvivenza artistica. Ma dov'é finita la cara e vecchia committenza? Dove sono i Papi, i Re, i Faraoni, gli Imperatori quando servono?

lunedì 10 gennaio 2005

Driiin, driiiiin, driiiiiiin, driiiiiiiiiiinnn!!!
Eh, ho capito ...  si torna al lavoro ... ho capito.

domenica 2 gennaio 2005

Tu non sei come io ti credevo
Di solito, quello che l'altro credeva, è un ideale irrealizzabile. E a costruire nella nostra mente questi ideali irrealizzabili è la nostra stessa cultura. Per l'uomo è il mito della donna dedita esclusivamente alla casa, ai figli e a lui stesso. Un'altra mamma, ma più carina, che lui si può anche trombare (vedi complesso di Edipo). Ideale inculcato da anni di "cultura del focolare" di origine contadina (anche se mia nonna ruscava dal mattino alla sera in campagna ... mah!), oggi comunemente rifiutato dalle donne che, giustamente, vogliono anche loro lavorare. Per la donna è il mito dell'uomo di successo, e quindi ovviamente ricco, pazzamente innamorato di lei e perciò naturalmente dedito esclusivamente a lei. Il mito del Principe Azzurro costruito da una favola che, come si dice, "ne ha ucciso più che la spada": Cenerentola. Ideale maschile davvero impossibile, non tanto per la non volontà dei maschietti (che sarebbero ben felici di applicarlo), ma in quanto contraddittorio nei fatti. Se un uomo deve dedicarsi a diventare ricco e di successo non può dedicarsi ad una donna e se si dedica ad una donna non può dedicarsi a diventare ricco e di successo. Comunque sia le abitudini sono dure a morire e i maschietti continuano con il mito della mamma giovane e carina e le femminucce con il mito del Principe Azzurro. Finchè non realizzano che lei non è una mamma (e magari nemmeno carina) e lui non è di certo un principe (e tanto meno azzurro). E proprio allora viene pronunciata la fatidica frase che non fa altro che proiettare sul partner il fallimento dei nostri sogni: "Tu non sei come io credevo". Eh ragazzi, in questa società produttivistico-consumistica è davvero dura.