Elogio della cinciallegra
La cinciallegra (allegra per noi, non per le altre cincie), un uccellino che pesa meno di venti grammi, è uno degli animali più feroci del pianeta. Se un'altra cincia dello stesso sesso (se è di sesso opposto se la fa) entra nel suo territorio, non pensa neppure a scacciarlo: lo uccide subito. E per ucciderlo usa un sistema atroce. Gli becca il cranio fino a forarglielo e da quel foro gli beve il cervello. In questo modo si assicura, con ragionevole certezza, la fedeltà della compagna. Non c'è niente da fare, c'è sempre da imparare dal mondo animale.
mercoledì 29 dicembre 2004
venerdì 24 dicembre 2004
giovedì 23 dicembre 2004
Genitori di se stessi
Bello ritrovarsi davanti lo specchio la sera prima di andare a letto. E mentre lo spazzolino compie il suo duro lavoro, rincontrarsi nello specchio dopo una lunga giornata e raccontarsi cosa si è fatto, cosa si è imparato, chi si è conosciuto di bello. Un po' come quando da piccoli si tornava da scuola e la mamma, mentre si mangiava, si faceva raccontare cosa ci aveva insegnato la maestra, che giochi avevamo fatto, in cosa eravamo cresciuti quel giorno. Era importante questo confronto in cui si prendeva coscienza delle cose imparate e ripetendole le si faceva del tutto proprie. Ed è bello conservare sempre quel costante spirito di miglioramento che ti spinge ogni giorno a creare un qualcosa, a crescere in qualche campo, a conoscere costruttivamente gente interessante, ad approfondire argomenti, insomma a far sì che la sera davanti allo specchio si abbia sempre qualcosa di interessante da raccontarsi. A far sì che ogni giorno che passa sia stato un giorno fondamentale della propria vita. A volte bisogna anche essere duri e sgridarsi la sera se non ci si è impegnati abbastanza. Bisogna nei momenti meno facili tirarsi le orecchie ed impegnarsi il doppio per far funzionare la vita. Bisogna anche premiarci quando la giornata è stata costruttiva. Secondo me è importante rimanere sempre un po'... genitori di se stessi.
mercoledì 22 dicembre 2004
Il buon giorno si vede dal mattino
Iniziare la giornata compilando un CID in un freddo parcheggio non è certo il massimo della vita. Ora sono al caldo da un'oretta e sto riacquistando la sensibilità agli arti inferiori, anche se un fastidioso mal di schiena sembra proprio essersi affezionato a me. Gli stati d'animo che ho attraversato nell'ultima ora sono stati nell'ordine: freddoloso fastidio di dover uscire di casa per andare a lavoro, gioia di entrare in auto assaporando già la tiepida carezza dell'aria proveniente dai bocchettoni, spaventata sorpresa nell'avvertire uno strano rumore durante la mia retromarcia, gelida realizzazione di aver cozzato contro un'altra auto anch'essa in audace manovra di parcheggio, rifreddoloso fastidio di dover riuscire dall'auto, spaesamento nel venir aggredito da quella che solo all'apparenza pareva una docile e piacente signorina, annebbiamento dei cinque sensi dato dal gelo che beffardo, e devo dire audace, si intrufolava in ogni minimo orifizio del mio vestiario, sforzo celebrale di dimensioni per me inaudite alle otto e mezza del mattino per compilare il CID, aggravato dal freddo che tende a rallentarte ogni mio ritmo vitale, soddisfazione nell'essere riuscito non solo ad addolcire la controparte, ma addirittura a scroccare telefono ed eventuale sconto in studio dentistico in cui lavora, sinistro piacere nel raccontare ai colleghi il dequalificante episodio al mio arrivo in ritardo in ufficio, sconforto totale alla comunicazione telefonica della mia Assicurazione che mi comunica di avere torto marcio, dato che ho scritto di mio pugno nelle note che "uscivo da parcheggio in retromarcia" segnando così la mia condanna. Maledetto freddo che rallenta le sinapsi.
martedì 21 dicembre 2004
lunedì 20 dicembre 2004
Che anche Lui ...
Oggi sembra che per fare il cielo abbiano usato quel cotone arrotolato, non a batuffoli, quello nei sacchetti convenienza. Nel camminare per strada ho notato su alcuni angoli particolarmente umidi dei palazzi strane zolle di muschio. Frammenti di corteccia e foglie costeggiano i marciapiedi. Anche le paperette nel laghetto qui dietro mi appaiono più legnose del solito. Prima mi ha attraversato la strada un ometto con un montone ... caricato sulle spalle!
Che anche Lui ... stia preparando il Presepe?
venerdì 17 dicembre 2004
giovedì 16 dicembre 2004
Ricetta del buonumore
- 100g di amici veri
- 50g di ironia
- 3 tuorli di autostima
- 2 cucchiai di lacrime
- 1 bicchiere della tua musica preferita
- 1 ciotola di sorrisi
- 1 cane che fa la cacca
- calore umano
- colori a piacimento
Montate i tuorli di autostima con gli amici veri in una casseruola a bagnomaria fino ad ottenere un composto omogeneo e stimolante. Aggiungete quindi i due cucchiai di lacrime e continuate a montare con la frusta fino a che il composto avrà perso un po' della sua spocchiosità.
Nel frattempo mescolate in una terrina a parte la ciotola di sorrisi con il bicchiere di musica stando attenti a non far impazzire il tutto.
Unite quindi i due composti e amalgamate aggiungendo anche i 50g di ironia. A questo punto controllate che il calore umano sia in temperatura ed infornate.
Prima di servire spolverate il tutto con colori a piacimento.
Per conferire ancora più buonumore al risultato è possibile accompagnare la ricetta con la faccia di un cane che fa la cacca.
Buon divertimento
mercoledì 15 dicembre 2004
A chi sa masturbarsi per il gusto
... e le masturbazioni celebrali
le lascio a chi è maturo al punto giusto
le mie canzoni voglio raccontarle
a chi sa masturbarsi per il gusto.
Mi son svegliato con questi versi in testa e penso siano una regola di vita da non trascurare. Cercare di non buttare al vento le proprie cose importanti, ma dedicarle a persone che valgono. A chi sa masturbarsi per il gusto. A chi sa godere appieno della vita senza falsi problemi. A chi le cose le fa e non pensa solo di poterle fare. A chi non si vergogna di quello che è e che fa, perchè è pienamente cosciente di quello che è e fa. A chi non porta una maschera per piacere e se ne frega se non piace a tutti. A chi ha degli ideali e dei motivi di vita veri in cui crede, per quanto possano essere diversi dai miei. A chi non passa i giorni immaginando e sognando la vita che vorrebbe, ma lavora duro ogni giorno per costruirsela. A chi sa masturbarsi per il gusto.
martedì 14 dicembre 2004
Serata pascolo
La mondanità stanca. O almeno mi stanca ... non c'ho più il fisico. E così dopo una settimana di feste a Corte ed un weekend ricco di cene gaudenti, è bello gustarsi una bella serata da svacco totale. Una bella serata al pascolo. Rientrare nella mia tana domenica sera. Disfare la valigia. Riporre la minestra di fagioli che la nonna ha premurosamente preparato per me in frigo. Sfilarmi il cappello da giullare, facendo ben attenzione a non far suonare i campanelli. Il tutto con i ritmi vitali -4x. Tutone da supersportivo ... che effettivamente fa stare più comodi sul divano. Calze senza fastidiose scarpe o ciabatte. E poi lasciarsi cadere sul divanone e farsi abbracciare dai suoi morbidi e spumosi cuscini come un abbraccio. Un bel film in cassetta di quelli che vale la pena vedere. Cesto di mandarini strategicamente sistemato alla distanza che mi consenta di consumarli senza muovermi troppo. Eventuale caffè già pronto sul gas, solo da accendere. Con la saggezza di uno stanco ruminante mi godo il pascolo. Rallento il respiro. I movimenti. La parola. I pensieri. E ritrovo un po' di quella bambinesca tranquillità. Di quell'innocente piacere nel far nulla. Di quella vita pulita, ancora da costruire. Di quel piacere che hanno i bambini nel non aver nessuna responsabilità, nulla di fondamentale da fare se non quello che gli da piacere. L'infantile, spietata, ma anche naturale, predisposizione a non avere nessuna persona a cui pensare oltre se stesso. Nessun progetto per il giorno dopo. Lasciare la mente libera di volare completamente ... nel nulla reale, ma nel tutto fantastico. Godermi il foraggio in santa pace sapendo che il pastore mi sta già preparando la stalla.
venerdì 10 dicembre 2004
Harry Houdini
Dal lento scorrere di antiche locandine ad un tratto appare lui. Come per magia. Il più grande illusionista di tutti i tempi. Perchè lui è sempre stato onesto. Non ha mai abbindolato le persone proclamando le sue capacità extrasensoriali o facendo credere che le sue performance fossero dovute a particolari arti magiche. Ha sempre fieramente affermato che lui era un creatore di illusioni. La finzione era il suo regno. Il giocare con i sensi, le percezioni fisiche delle persone. E' forse questa è vera magia. Sottoporsi a difficili, se non quasi impossibili, esercizi fisici. A vere e propie torture. Per il suo pubblico. Lui. Che si faceva completamente incatenare ... poi andava in discoteca ... e si scatenava!
L'omino di caramello
Ho ritrovato la mia virile mascolinità e la mia beffarda vena sarcastica finalmente. Ma devo dire che c'è qualcosa ... dentro ... nascosto ... un qualcosa che ogni tanto si fa sentire ... o forse un qualcuno ... un piccolo essere ... lui ... l'omino di caramello. Ogni tanto fa capolino e dice la sua. Si fa sentire, a volte urla persino. Ora dice che con lei ci sto proprio bene, perchè mi sa trasmettere quella sensazione bellissima ... con lei mi sento a casa ovunque io sia.
giovedì 9 dicembre 2004
Viaggio nel tempo
Un interessante pranzo in compagnia di un erudito ingegnere disquisendo della possibilità del viaggio nel tempo. Tutto è partito da una mia osservazione su un libro di H.G.Wells. Ben presto però l'istinto tecnico ingegneristico si è impadronito del mio commensale che si è lanciato in una serie di tecniche elucubrazioni sulla effettiva fattibilità del pionieristico progetto. Preciso che la mia cultura in fatto di fisica quantistica, fotoni, energia molecolare si basa fortemente, e quasi completamente, sulla visione di alcune puntate di Star Trek. Mi sono quindi piacevolmente sorpreso nel riuscire a sostenere una conversazione abbastanza credibile. Infine abbiamo assodato che se un corpo riuscisse anche solo ad avvicinarsi alla velocità della luce per lui il tempo si fermerebbe, mentre per il resto del mondo continuerebbe a scorrere. Quando per il mondo sarà passato un secolo per il corpo non sarà passato neanche un secondo. Viaggerebbe così nel futuro. Certo bisogna tener conto del fatto che un corpo alla velocità della luce si disintegrerebbe e diventerebbe luce lui stesso, impedendogli esercizi semplici come allacciarsi le scarpe. Ma bisogna pur pagare un prezzo. Per il viaggio nel passato è un po' più complicato. Alcuni ipotizzano che se alla velocità della luce il tempo si ferma, superandola dovrebbe iniziare a scorrere a ritroso (tutto questo considerando il tempo come un piano e non come una successione spazio-temporale). Potremmo così uscire dal piano temporale e scegliere dove dirigerci ... o meglio quando dirigerci. Naturalmente sono stati preventivati dei rischi anche nel salto temporale verso il passato: si rischierebbe di venir catapultati direttamente durante una serata in compagnia di un assicuratore.
La cura
Bevo caffè nero ristretto. Scelgo sempre quelle brioches al castagnaccio che giacciono da mesi sul fondo del fornetto al bar. Mi infilo in ogni affollatissimo supermercato natalizio che trovo... senza aver nulla da comprare. Passo ore nel reparto giochi circondato da grida e pianti di capricciosi infanti. Al mattino appena sveglio cammino scalzo sul pavimento gelido. Quando faccio la doccia lascio che lo shampoo mi coli negli occhi ... aperti. Riesco, quando mi lavo i denti, a centrare sempre la pellicina che collega il labbro superiore con le gengive. Parcheggio sempre a kilometri da casa ... soprattutto se sono carico di borse e valigie. Guido diretto verso il sole al tramonto, quella bella palla rossa accesa, senza occhiali da sole e aletta rigorosamente alzata. Lascio volontariamente il cellulare acceso la notte di modo che il solito amico di turno mi chiami alle quattro del mattino quando io mi devo svegliare alle sette. Mi carico di energia statica strofinandomi con il maglione di lana sulla tv e poi mi aggiro per casa toccando interruttori a tutto spiano. Spedisco una bella mail di gentili saluti alla mia ex. Compro biscottini alla cannella ... e non solo ... me li scaldo pure prima di ingurgitare quelle schifezze. Prendo sempre la parte ad angolo della pizza. Attendo con impazienza la telefonata della Bofrost ed ausculto tutte le magnifiche offerte sui surgelati che hanno da propinarmi. Lascio il rubinetto girato tutto sul caldo per quando lo riaprirò distrattamente e di fretta. Nelle giornate in cui il clima è particolarmente rigido prima di uscire dal bagno spalanco la finestra e la lascio così finchè non devo rientrarci ... ed ho la tazza sotto la finestra. Afferro gli occhiali per le lenti, dopo essermi messo una untuosa crema idratante per mani ... di quelle che non si assorbono mai. Cerco rigorosamente di dormire solo con ragazze che russano come boscaioli. Metto i cornflakes nel latte e poi aspetto dieci minuti prima di mangiarli. Quando spremo il limone miro bene, all'occhio. Mi faccio la barba a tre passate di lametta, ma una solo di schiuma. E devo dire ... che un po' la dolcezza mi sta abbandonando.
martedì 7 dicembre 2004
Dolce morte
Non so che mi succede. Probabilmente una mielosa sostanza aliena sta avanzando nel mio sistema linfatico. Una qualche strana forma di vita si sta impadronendo delle mie facoltà. Mi è stato fatto giustamente notare che tendo a diventare sempre più schifosamente melenso e sempre meno beffardo. E la cosa più preoccupante è che non me ne accorgo. Vengo colto da una specie di "trans diabetico" (e non è un travestito con problemi di glicemia) e tutto ciò che penso viene rivestito da una morbida e dolce glassa. Brrrrrrr... Devo assolutamente farmi degli esami completi interni per capire che succede. Tutto questo zucchero rischia di rovinare irrimediabilmente i miei campanelli.
Ciao a tutti. HopFrog si ricovera per un po'.
venerdì 3 dicembre 2004
La sincerità dei colori
Sì. Sono decisamente la cosa più sincera che esista. Sono coerenti. Il bello dei colori è che sono uguali anche visti da dentro. Provate a mescolare un vasetto di rosso carminio. Per quanto giriate, scaviate, rivoltiate, è sempre rosso. Ovunque. Non mente. Non cela niente. Non nasconde i suoi sentimenti. Non cerca di ingannarci. Non nasconde lati oscuri del suo carattere. Il colore è schietto, innocente, privo di ogni malizia. Trasmette ciò che è, la sua essenza, le sue emozioni nel modo più puro e perfetto che esista. Per questo comunicare con loro è rilassante. Quando sono in loro compagnia posso anch'io essere me stesso fino in fondo. Possiamo dialogare apertamente senza paura di esporci. Possiamo trasmetterci emozioni vere e pure. Scambiarci impressioni. Divertirci, giocare, pensare ... anche piangere. Ecco come si capisce di aver trovato una persona speciale nella vita, quando ti ci puoi rapportare con la stessa sincerità dei colori. Allora saprai di aver finalmente trovato il tuo complementare.
giovedì 2 dicembre 2004
Eppure resisto
Il processo di condizionamento della mente di noi poveri umani, da parte del dio mediatico e consumistico, penso sia riuscito in qualche modo ad intaccare le mie solide e robuste difese. L'altro giorno sono entrato in una specie di trans e mi sono sorpreso a fischiettare Jingle Bells e disegnare Babbo Natale mentre aspettavo il prof di inglese. Al primo di dicembre! Non è normale. Decisamente non è normale.
...e la belloccia compagna di banco non ha tardato a farmelo notare.
mercoledì 1 dicembre 2004
Elogio del bruco
Lui vive un'intera vita da reietto. Suscitando disprezzo nelle persone. Strisciando nei posti più infimi. Preso a modello per spietati insulti. Deriso per le sue movenze non proprio eleganti. Cibandosi sempre delle stesse foglie ... sulla stessa pianta ... se non di qualche frutto avariato. Un'esistenza veramente poco invidiabile. Ma è quando questa sua mera esistenza giunge al termine che il bruco si prende la sua rivincita. Lui non si spegne come ogni altro essere vivente, consumandosi come una candela. Non invecchia. Non decade. Anzi, fa di più! Dopo essere stato per tutta la vita l'animale più disprezzato, deriso, schifato, un essere invertebrato e strisciante ... diventa per un giorno l'essere più delicato, leggero, poetico, emblema di ogni bellezza. Vive un'intera vita da bruco quando potrebbe essere ben altro, consapevole di quello che lui è in realtà. Guardando con sufficienza chi lo deride. Sorridendo alle battute sul suo corpo. Soprassedendo alle reazioni schifate di chi lo incontra. Fregandosene di essere emarginato da quelli che si credono migliori. Me lo immagino mentre mastica la sua fogliolina ed intanto ci guarda. Con un sorrisetto sul viso. E pensa: - Ridete. Gridate pure schifati. Calpestatemi. Prendetevi gioco di me. Rifiutatemi. Poveri stolti. Voi non sapete, non vedete, voi non sarete mai ... una farfalla. -